Entro la fine del 2023, anche Google Chrome entrerà ufficialmente a far parte dei browser che non utilizzeranno più i cookies di terze parti per il tracciamento degli interessi degli utenti. Questo significa che si entrerà in un mondo cookieless, in cui gli zero-party data rivestiranno un ruolo sempre più centrale nelle strategie di marketing digitale delle aziende.
Ma prima di affrontare il tema centrale del nostro articolo, ovvero la lead generation con i chatbot, facciamo un piccolo passo indietro.
Gli zero-party data, di cui si sta sempre più parlando in questi ultimi mesi, sono tutti quei dati personali che gli utenti rilasciano di propria spontanea volontà alle aziende, magari iscrivendosi ad una newsletter, utilizzando un configuratore di prodotto, rispondendo a sondaggi, scaricando un e-book, richiedendo una demo e così via dicendo.
Di fatto, si tratta di informazioni che in genere si ottengono con specifiche attività di lead generation.
I vantaggi di raccogliere dati proprietari con strategie ad hoc sono notevoli. Su tutto, si tratta di dati accurati e di qualità, poiché è lo stesso utente a fornirli, e per questo motivo sono estremamente rilevanti.
Come già anticipato, tra non molto tempo ci dovremo abituare a vivere in un mondo cookieless.
Questo sicuramente va incontro alle esigenze degli utenti, che secondo le statistiche si sentono poco tranquilli in merito all’utilizzo dei propri dati personali da parte delle aziende, ma allo stesso tempo porterà tutte quelle imprese che non si sono mosse per tempo a far fronte ad un peggioramento dei risultati derivati dalle campagne di advertising.
Qui entra in gioco la lead generation per le aziende, ovvero quell’insieme di strategie e attività che consentono di acquisire dati degli utenti per riutilizzarli in campagne di remarketing studiate ad hoc.
Ad oggi, quando si pensa al lancio di una campagna di lead generation si va verso un’unica direzione: la creazione di una landing page contenente un form di contatto adibito alla raccolta dei dati personali e un lead magnet per convincere gli utenti a rilasciarli.
In genere, queste informazioni personali vengono poi utilizzate in diversi modi, tra cui:
Di solito, la landing page per la raccolta dati viene proposta ad un pubblico “freddo” tramite campagne adv sui social media e Google, con un targeting per lo più basato su dati demografici e interessi.
Questo però ci porta ad affrontare due problemi di base:
Alla luce di tutte queste difficoltà non sempre si raggiungono i risultati attesi. Inoltre, lo sforzo richiesto in termini economici per un investimento in una strategia di lead generation di questo tipo è sicuramente importante e nessuna azienda, soprattutto una PMI, si può permettere un fallimento.
Quindi, come fare lead generation e ottenere risultati reali?
La risposta sta nella lead generation chatbot, una strategia innovativa basata sul marketing conversazionale che consente a tutte le aziende di raggiungere gli obiettivi di business prefissati.
Approfondisci anche: Marketing conversazionale, le lead generation più avanzata degli USA funziona anche in Italia
I chatbot vengono utilizzati per automatizzare le conversazioni tra le aziende e i propri clienti. Il loro successo nella lead generation deriva proprio dal fatto che l’utente ha l’impressione di chiacchierare via chat con una persona in carne e ossa e tali applicativi conversazionali possono anche basarsi su tecnologie evolute quali intelligenza artificiale e apprendimento automatico.

I chatbot pensati per l’acquisizione di contatti utilizzano un approccio colloquiale per raccogliere informazioni sui potenziali clienti, guidarli nel loro processo di acquisto o qualificare il lead. Inoltre, si tratta di strumenti efficienti che possono costruire relazioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sopperendo alla necessità degli utenti di avere tutto e subito, anche al di fuori dell’orario lavorativo.
Ecco perché, tra gli strumenti di lead generation, i chatbot consentono di ottenere un tasso di conversione ben superiore rispetto alle strategie più classiche.
La lead generation chatbot può essere utilizzata in diversi modi.
Di fatto, un’attività di questo tipo può aiutare le aziende a connettersi con un maggior numero di potenziali clienti, a raccogliere informazioni di contatto e a coltivare relazioni. Ma non solo, gli applicativi conversazionali possono aiutare a generare lead di maggiore qualità, rendendo più semplice il raggiungimento e la selezione dei potenziali clienti che hanno maggiori probabilità di compiere un acquisto.
Quando un visitatore nuovo o di ritorno atterra sul tuo sito web, un lead generation chatbot può essere attivato con un messaggio proattivo di benvenuto. Per esempio, in modo automatico puoi decidere di offrire un coupon sconto al visitatore e se l’utente è interessato a riceverlo converserà con il BOT per ottenerlo, in cambio dei suoi dati personali.
Il vantaggio di un lead generation chatbot è che l’utente non ha modo di visualizzare prima quali dati gli verranno chiesti e, un po’ per spirito di prova e di “gioco”, vorrà andare fino in fondo nella conversazione.
I lead generation chatbot non solo ti possono aiutare a convertire in contatti i visitatori del tuo sito web, ma ti possono semplificare la qualificazione dei lead.
Questo significa che puoi programmare l’applicativo conversazionale per determinare in che misura il lead è qualificato alla vendita o quanto è lontano è dalla conversione in acquisto.
Ovviamente, per raggiungere questo risultato dovrai pensare alle domande in modo che siano specifiche e qualificanti. Anche qui, il vantaggio è che l’utente non vede quanti campi dovrà compilare per arrivare in fondo e il fatto che non sia un form, ma una conversazione, ti aiuterà enormemente a migliorare la tua strategia di lead generation.
Solo così potrai essere pronto ad un mondo cookieless sbaragliando la tua concorrenza!
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